Strade perdute
Anno 1997
- Titolo originale
- Lost Highway
- Produzione
- USA/France
- Durata
- 130 min
- Genere
- Drammatico
- Regia
- David Lynch
- Uscita
- Attori principali
- Balthazar Getty, Bill Pullman, Gary Busey, Giovanni Ribisi, Henry Rollins, Jack Kehler, Jack Nance, Lucy Butler, Michael Massee, Michael Shamus Wiles, Mink Stole, Natasha Gregson Wagner, Patricia Arquette, Richard Pryor, Robert Blake, Robert Loggia, Scott Coffey
- Lingua originale
- inglese
- Musiche
- Angelo Badalamenti
- Fotografia
- Peter Deming
Voto in archivio 9.50/10
Trama
Fred Madison (Bill Pullman) è un sassofonista di Los Angeles che vive con la moglie Renee (Patricia Arquette) una storia di passione e gelosia tormentata. Quando la coppia comincia a ricevere strani video che ritraggono Fred accanto al corpo della moglie morta, viene coinvolta la polizia che arresta il sassofonista per uxoricidio. Nel carcere a scontare la pena, il viso di Fred si trasforma in quello di un ragazzino, il meccanico Pete Dayton che ovviamente viene rilasciato?
Recensione
Scritto a quattro mani dallo stesso David Lynch e da Barry Gifford, Strade Perdute è il classico ritratto della potenza delle immagini che solo un artista può rendere in modo ottimo.
Raramente a Lynch piace spiegare il significato dei suoi film che, per la loro originalità l'hanno costretto a diventare anche produttore e a volte distributore dei propri lavori, basandosi invece sulle sensazioni che la trama suscita sugli spettatori. La psicologia dei personaggi e le loro pulsioni, l'infinito labirinto della mente umana e il meccanismo che regola le emozioni sono oggetto di studio profondo in quasi tutti i lavori del Maestro, diventando oggetto di critiche dal mondo hollywoodiano per la cripticità e l'apparente non-sense. La perversione e il mistero sono altri elementi sempre presenti nelle storie raccontate, si tratta di rapporti slegati da qualsiasi inibizione, portati allo stremo delle forze e al limite del pudore. La componente indecifrabile è rappresentata attraverso il famoso "uomo del mistero" che in ogni film visionario di Lynch fa da collante fra il mondo razionale e gli intricati meccanismi cerebrali, qui viene rappresentato con il volto inquietante di Robert Blake, un moderno caronte che tenta di condurre il protagonista ( e lo spettatore) attraverso la sua intima natura. Il film in questione è un quadro perfetto di tutto ciò che si conosce dello stile del regista e di come reagisce la mente di una persona con problemi di doppia personalità, le sensazioni che prova, lo smarrimento e i completi vuoti di memoria, la convinzione di vivere realmente due vite in due corpi diversi (spesso si tratta di esistenze totalmente opposte e inconciliabili). Una rappresentazione insolita di un tema letterario affascinante (si ricordi Dr. Jekyll e Mr. Hyde di Stevenson) che vede coinvolti grandi attori come Bill Pullman, sassofonista dannato e perfettamente calato nel personaggio, Patricia Arquette che ha avuto il compito arduo di interpretare due donne completamente distanti, anche dal punto di vista epocale, e ha dimostrato che nessun altro sarebbe stato in grado di farlo così minuziosamente e Balthazar Getty, oggi famosissimo, ma allora vent'enne alle prime armi, splendido ragazzino coraggioso e libero da convenzioni sociali.
Infine, la colonna sonora è un piccolo capolavoro curato dall'ormai vecchio amico e collaboratore Angelo Badalamenti (che musicò anche il famoso Twin Peaks) e Barry Adamson, contiene circa venti tracce con collaborazioni illustri quali: David Bowie, Marilyn Manson, Trent Reznor e Lou Reed.
Note dal catalogo
Dick Laurent è morto. Con questa frase inizia l'ennesimo capolavoro di David Lynch, un puzzle da comporre e un viaggio nella mente di un uomo...
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